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La casa del boia

La verità è che certe cose di noi hanno radici così profonde che è impossibile strapparle del tutto. 1

Grovigli dell’anima

La vera natura dell’uomo è un groviglio nascosto nell’animo nei racconti che compongono, in un ordine ben preciso, la nuova raccolta di Christian Sartirana, pubblicata nel maggio scorso da Acheron Books. I grovigli che attanagliano le vite dei protagonisti di queste storie, sono speculari a quelli che simbolicamente il mondo naturale del loro luogo natio, Gorengo, crea loro intorno. Come se ci fosse uno specchio malvagio che riflette la loro miseritudine, la loro piccolezza di fronte ai mostri magnifici che vivono e restano.

Un percorso a tappe all’interno del mondo orrorifico piemontese

Ci troviamo sulle colline boscose di Gorengo, culla che offre riparo al male. Boschi scuri che a volte sono silenziosi, altre sussultano e respirano, garbugli di rampicanti e forme aggrovigliate attorno ad alberi scheletrici che si stagliano in aria come figure mostruose, ma…

… che cos’è un mostro?

L’etimologia stessa della parola, ci riporta al concetto latino di “prodigio”, di “segno divino”. Questo è ciò che sono i mostri di Sartirana, idoli di culti ancestrali come quello de La Cattivora, racconto d’apertura in questo viaggio nell’orrore rurale piemontese, che ci fa passare attraverso un pozzo. In tutte le storie che si raccontano ai bambini, c’è sempre un pozzo: per insegnare loro a non camminare sul bordo di uno scoperto, per non berne l’acqua se è in disuso, per insegnare loro a non fare giochi pericolosi… a Gorengo si dice che nell’oscurità di quel pozzo viva un mostro, la Cattivora, che se incrocia il tuo sguardo ti convince a calarti nell’acqua per farti affogare e divorarti. Il protagonista di questo racconto, scoprirà che la vita degli abitanti della città, ha radici in un passato ancestrale che li nutre ancora oggi…

Il bene si consuma, il male incancrenisce.2

Tutti i luoghi e le case che fanno parte di queste storie, non si limitano ad ospitare il male, lo incarnano. Aspettano pazienti nuove anime da sconvolgere e di cui nutrirsi. C’è una casa che sembra spiarti dalle finestre. Una casa che sembra respirare nel vento. Una casa nelle cui mura grattano pensieri. Lo senti appena la porta si chiude alle tue spalle, senti di essere in trappola come in una ragnatela.

Il quarto racconto, La casa del boia, da il titolo alla raccolta. Sotto le case di Gorengo, giacciono antichi ceppi con ancora pezzi di catene ai quali erano attaccati prigionieri che il boia, colui che aveva il potere della morte, uccideva. Secondo alcuni però, il boia non si limitava a eseguire la sentenza, ma compiva dei veri e propri sacrifici, intonando preghiere non cristiane in una lingua capace di alimentare cattivi pensieri.

Questo racconto custodisce e fa da gomitolo al filo tematico della raccolta, legando tutte le storie: il bene è qualcosa che si esaurisce, il male perdura nel tempo perché ha una fame insaziabile di miseria umana. Nelle crepe dell’insoddisfazione, dell’ambizione e del desiderio che squarciano la vita degli uomini, esso si insinua e si incista, resta e si nutre.

I nidi delle masche

Ho adorato il raccontino Se li prende la collina perché parla delle masche, le streghe! E’ il mito che amo di più del folklore piemontese e che ho conosciuto proprio grazie al bookmovie Il nido di masca di Sartirana, che trovate nella raccolta tutta da ascoltare Horror Rurale, edita da Vizi Editore (articolo a riguardo qui sul blog).

Le masche vivono in una sorta di grossi nidi fatti di grovigli di rami e piante rampicanti, ma al loro interno spesso si trovano i resti di ciò che lasciano, o forse conservano, le masche. Corpi, ossa e organi di animali e non solo…

Non solo folk horror

Non trovo giusto incastrare le storie che leggo in un unico genere, ma con Sartirana sarebbe comunque impossibile farlo. Racconti come Viola, tendono la mano al weird costringendoti a guardare e sentire l’orrore sulla pelle.

Il bosco intorno era un muro che respirava. Il silenzio il suo rantolo.3

Per comprendere l’orrore di una storia, bisogna sentirlo. Christian Sartirana è bravissimo a farcelo vivere attraverso i sensi, a raccontarlo non solo con le parole ma con il corpo.

Ho amato moltissimo il racconto Essere prodigioso. L’autore riprende il caso del mostro di Firenze unendo elementi del thriller all’orrore weirdiano. Stavolta il male non è incarnato da un luogo, bensì da un oggetto che ha bisogno di nutrirsi per restare, ma non può nutrirsi di chiunque. Deve trovare qualcosa di adatto alla sua alimentazione, qualcuno magari, che dentro abbia tanto male da dare…

Abbiamo tutti le nostre ragioni per le cose brutte che facciamo.4

E’ stato un bellissimo viaggio. Ci tengo a ringraziare di cuore Christian Sartirana e Acheron Books per la copia regalatami!

  1. Dal racconto La Cattivora ↩︎
  2. Dal racconto La casa del boia ↩︎
  3. Dal racconto Viola ↩︎
  4. Dal racconto Essere prodigioso ↩︎

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