Quando fu pubblicato Agnes Grey, il mondo non se ne accorse nemmeno. L’autrice, Anne Bronte, classe 1820, era la sorella minore delle celebri Charlotte ed Emily Bronte.
Agnes Grey è il suo primo romanzo
Venne pubblicato nel 1847 sotto lo pseudonimo di Acton Bell. Narrato in prima persona, il romanzo racconta la storia di Agnes. Anche lei, come l’autrice, è la minore di due sorelle e lascia la casa natìa, colpita da un improvviso crollo economico, per non pesare più sui genitori e lavorare come istitutrice. La sua prima destinazione è Wellwood House, residenza della famiglia Bloomfield. Facoltosi membri della borghesia più ipocrita e tracotante, i bambini si rivelano essere così indisciplinati, viziati e protetti dalla madre, che Agnes non riesce a impartire loro alcun insegnamento. Aggiungendo al danno la beffa, viene licenziata.
Trova un’altra famiglia, i Murray di Horton Lodge, di ceto grandemente superiore a quello della famiglia precedente. Nonostante i suoi nuovi allievi mettano duramente alla prova, qui Agnes riesce a farsi rispettare e apprezzare; nella cittadina di Horton Lodge, fa la conoscenza del Signor Weston con il quale si sviluppa un proficuo rapporto.
Il paragone con Cime tempestose e Jane Eyre
E’ inevitabile. Sono storie inarrivabili e uniche, ma Agnes Grey è stata comunque una lettura godibilissima con cui ci siamo gingillate nel gruppo di lettura “Jo March”, il gdl di Adelaide Street dedicato ai classici e condotto da Alessia Amato. Quello che ci è piaciuto di più di Agnes, è che si tratta di una protagonista che parla poco. I suoi sono silenzi densi contro la verbosità falsa ed egoista del mondo che ha intorno. Si dice che i classici lascino sempre un piccolo consiglio e credo che quello di questo romanzo sia: se ti perdi e tutto intorno a te urla, per ritrovarti abbassa la voce. Perchè le parole non sono tutto, perchè le cose più belle della vita spesso sono troppo sottili o troppo rapide per essere definite a parole.
