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Il mio lavoro non è ancora finito

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Thomas Ligotti

Statunitense, classe 1953, è un saggista, filosofo, scrittore horror vincitore di ben tre Bram Stoker Award. Influenzato da autori come Nabokov, Lovecraft, Leopardi, Beckett e Blackwood, ha creato un suo singolare orrore cosmico.

Nel 2002 pubblica il suo primo romanzo, Il mio lavoro non è ancora finito, capolavoro weird edito in Italia da Il Saggiatore. In questa storia, viene fuori come un calcio in faccia al lettore, la visione pessimistica che l’autore ha dell’esistenza. Leggendola, all’inizio ho provato un enorme disagio perchè non avevo mai letto nulla di così forte, orrorifico e filosofico allo stesso tempo. Poi, procedendo con la storia di Frank, ho provato soddisfazione e appagamento dal male assoluto che il protagonista genera… non è forse anche questo, perturbante? Provare soddisfazione per l’abominevole, tifare per il male, pensare: “uccidili tutti Frank, falli soffrire, se lo meritano”. Non mi vergogno a dirvelo, sapete che mi piace essere sempre sincera riguardo le letture.

La storia

E’ la storia di Frank Domino, impiegato in un’azienda che lo aliena dalla vita. Le sue giornate sono tutte uguali e noiose; un giorno, viene costretto a dimettersi in seguito a una sorta di mobbing e ostracismo a cui lo sottopongono i colleghi guidati dal loro capo, il malvagio Richard. Così, fa capolino nella vita di Frank, una tenebra. Non una cosa astratta, ma una tenebra realistica e tangibile. Liquida, nera e viscosa, lo seduce e lui vi si abbandona. Grazie a questa tenebra, che gli conferirà poteri straordinari e terribili, progetta il suo lavoro, una vendetta fatta di odio e disintegrazione con cui condannerà a morte tutti i membri dell’azienda che lo hanno ostacolato, nonostante avesse fatto loro da schiavo senza aver mai avuto il minimo riconoscimento o ricompensa… forse un pò come accade a molti di noi che lavorano nel privato, no?

Ancora una volta l’orrore narrato si mescola con quello della vita vera di noi lettori. Ancora una volta mi lascio perturbare da qualcosa che mi è familiare ma che si deforma in un orrore inspiegabile e cieco. Ancora una volta mi chiedo: quali sono i veri mostri?

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